Tokyo nei primi anni del Novecento è una città brulicante di vita e di passioni. Approda qui l’inquieto vagabondaggio di Ishikawa Takuboku, il protagonista del terzo volume della saga Ai tempi di Bocchan. Poeta squattrinato e anima fragile, insicuro del suo talento e costantemente perseguitato dai debiti, per sua stessa ammissione Ishikawa è “negato per le cose pratiche” e incapace di mantenere la famiglia che si è lasciato alle spalle. Pur lavorando come correttore di bozze per il quotidiano Asahi Shinbun, sperpera in fretta ogni guadagno tra libri, ristoranti e donne dei “quartieri del piacere”: ossessionato dal bisogno di soldi, ha elevato la richiesta di prestiti a vera e propria forma d’arte. Eppure sa scrivere versi delicati e inebrianti…
Attraverso la figura di Ishikawa, le sue amicizie e i suoi incontri, Taniguchi e Sekikawa continuano a dipingere il vivace e avvincente affresco del Giappone nel Periodo Meiji (1868-1912). Un Paese in rapida trasformazione, dove scrittori e intellettuali guardano a Occidente, mentre irrompono sulla scena le prime “donne dallo spirito libero”: tra i personaggi di questo volume si affacciano in primo piano le figure di Hiratsuka Raichô, giovane paladina della parità di diritti delle donne in campo sociale, lavorativo e sentimentale, e dell’attivista rivoluzionaria Kanno Sugako. E a testimoniare i nuovi fermenti che agitano il Giappone scendono in piazza contro l’Imperatore i primi movimenti anarchici e socialisti, sorvegliati e duramente repressi dalla polizia.